Intervista a una scuola coraggiosa

Senza categoria 17 settembre 2018

gelati di verdure

ANGELA MONDO
Nido e Scuola dell’Infanzia “Albero Azzurro” di Siracusa

Su di me

Venticinque anni e… non sentirli! Tanti sono gli anni trascorsi dal mio debutto come direttrice della scuola d’infanzia “L’Albero Azzurro”, tappa che rappresenta oggi un bel traguardo ma al tempo stesso l’inizio di avventure sempre nuove. L’Albero rappresenta per me un figlio da accudire, da analizzare, da crescere e per questa ragione ogni volta, per ogni singolo bambino, la delega genitoriale mi emoziona e mi carica della grande responsabilità che sento di avere nel raggiungimento del miglior risultato sull’inserimento e sulla crescita del piccolo affidato alle mie cure. La mia idea di scuola nasce quindi nel 1994 con l’apertura della mia prima sede di materna, prosegue con un’ ampliamento nel 2012 relativo ad nuova struttura dedicata al nido per giungere nel 2017 alla creazione di una “scuola nella scuola”, “Il Melograno – The Pomegranate tree” (sezione d’infanzia bilingue italiano-inglese, multietà) a spiccata ispirazione montessoriana. Questo ultimo sviluppo rappresenta per me un sogno, un sogno ora realizzato che cresce estendendosi al mio intero mondo scolastico.  Unica certezza che guida le mie giornate: il rispetto del bambino, del suo entusiasmo e delle sue passioni. Ho sempre pensato ad un’educazione a 360°, dove ogni bambino va guidato, incoraggiato, prestando particolare attenzione alla società che lo circonda in continua evoluzione dove i suoi diretti attori principali, i nascenti nuclei familiari, rivestono un ruolo fondamentale per la costruzione del futuro. In questo equilibrio tra ciò che il passato ha regalato alle precedenti generazioni e lo sguardo proiettato al futuro, l’educazione alimentare ha sempre fatto parte integrante della vita scolastica nel mio mondo. Un incontro avvenuto qualche anno fa con Mela, mia referente e coordinatrice della mia storica struttura scolastica, ha poi fatto sì che la nostra cucina divenisse un luogo privilegiato di sperimentazione, di apprendimento di tante nozioni e ovviamente un “tempio del gusto”! Il Bistrot è davvero un’eccellenza del territorio, perchè ad esso è costantemente collegato grazie ai contatti quotidiani con produttori, coltivatori,  rivenditori appassionati che rendono la nostra dispensa speciale, curata, simbolo del benessere a tavola. L’essere eco-scuola poi completa il quadro: i nostri bambini imparano da subito a differenziare i rifiuti, a considerare la compostiera una di noi, a curare l’orto e le piante per goderne poi in salute. In sintesi, tutto fa didattica, tutto si apprende attraverso la vita quotidiana che offre argomenti, spunti, strumenti idonei a formare un bambino consapevole e sicuro delle proprie capacità ed emozioni.

L’incontro con FilosofiacoiBambini

Un paio di anni fa l’incontro fulminante con Filosofiacoibambini. Io, direttrice, alla ricerca di continui spunti per formare il mio staff e migliorare sempre la didattica nella mia scuola, riscontro da subito nel Metodo una ricchezza di contenuti che percepisco come un grande dono, da ricevere. Ma un solo incontro (ricordo ancora la sede della conferenza a Catania) non mi può bastare: torno a casa con un’idea in testa! Averli tutti per me, per una settimana, nel mio mondo, insieme alla mia squadra, con tutti i miei bambini. Sì! Li contatto, e nasce un rapporto via mail che si concretizzerà un anno dopo con un workshop settimanale su misura per noi, noi dell’Albero Azzurro e de Il Melograno, nella mia città a Siracusa, per concludersi con una conferenza aperta alla cittadinanza. Un amore a prima vista, il nostro, che ci ha stretto in un abbraccio forte, empatico, attraverso ogni dettaglio della mia realtà, non tralasciando davvero niente. Una settimana di formazione insieme ai bambini ha permesso quindi alle educatrici di approcciarsi ad attività linguistiche nuove, ad apprendere come organizzarle e come monitorare i risultati. Inizia questo settembre un nuovo cammino con Filosofiacoibambini, certi dell’affiancamento e del supporto di Carlo M. Cirino e Sara Bracco che a distanza illumineranno il percorso: non vediamo l’ora. Come non trovare nell’immaginazione la chiave per poter imparare a ragionare, a partire dai primissimi anni di vita? Noi tutti al contempo arricchiremo il nostro linguaggio e questo obiettivo ci guiderà senza paure!

MELA ZAGARELLA
Nido e Scuola dell’Infanzia “Albero Azzurro” di Siracusa

Su di me

Sono approdata alla scuola d’infanzia e asilo nido “L’Albero Azzurro” nel  2014  sulla soglia dei 50 anni, ad un anno dal mio rientro a Siracusa, con un vissuto metropolitano carico di esperienza editoriale milanese e di incontri “illuminanti” lungo il mio ventennale cammino lavorativo post laurea. Scritto così, in una frase concisa, sembra semplice. Ma dietro al mio attuale presente c’è un percorso che mi riconduce al punto d’inizio: come ricollocarmi nel mondo del lavoro ad età matura, al sud, in piena crisi economica e con un confronto inevitabile con cosa facevo prima, laddove avevo chiuso per scelta familiare una porta non senza rammarico e paura dell’incerto. E allora che fare? Dopo sconforti, riflessioni, ho la certezza di dover ripartire, ripartire senza alcun dubbio dalle mie mani. Facendo mio il pensiero di Kant “la mano è la finestra della mente”, ho così unito la mia manualità ai fornelli, la fantasia, la conoscenza delle lingue straniere, la competenza giornalistica e mi sono ritagliata addosso il ruolo di “lab creator”,  proponendomi ad una struttura turistica per il periodo estivo con due laboratori: “Mani in Pasta – Cook and fun” (corsi di cucina bilingue italiano-inglese per piccoli chef in vacanza) e “Arenella Report” (un tabloid realizzato con studenti liceali in vacanza, scritto in più lingue e rivolto ai bagnanti della località balneare). Predisposta e realizzata “in casa” la campagna stampa con la creazione dei loghi, dei manifesti e del programma dettagliato, avviati i laboratori, divulgando man mano quanto realizzato anche attraverso i social, è stato così piantato il seme che sarebbe poi germogliato all’Albero Azzurro. La sua direttrice Angela Mondo ha seguito il mio operato sui social e a fine estate un veloce colloquio tra noi ha sancito l’inizio di un rapporto lavorativo che si sarebbe rivelato da lì a poco colmo di sfide e soddisfazioni. Nella scuola in cui lavoro quindi riverso ogni giorno le mie due grandi passioni: la comunicazione e la cucina. In questi anni a marchio L’Albero Azzurro sono nati il sito, alcune pagine dedicate alle attività educative ed alimentari su facebook, una presenza costante su instagram e un periodico della scuola. E il nostro bistrot, per ricondurmi sempre ai fornelli, è divenuto il fiore all’occhiello della struttura!

Parlando di educazione alimentare,
qual è secondo te il ruolo che dovrebbe avere la scuola?

La scuola, è noto, risulta essere l’ambiente privilegiato per far crescere il benessere della società. Sin dalla prima infanzia, infatti, la promozione della salute – attraverso l’educazione alimentare, i corretti stili di vita, le attività motorie e l’educazione ambientale – può produrre risultati insperati. Con un obiettivo chiaro e sentito: il bene comune! Ma come raggiungere tutto ciò? Di progetti ad hoc, su scala nazionale, la scuola è piena: tante le linee guida, tanti siti dedicati, tanti interventi di specialisti del settore nutrizionale.  Ma produrranno davvero qualcosa? Si, in parte! Perchè parlarne è già qualcosa ma… la vera rivoluzione si fa partendo dal piccolo per poi sfociare in qualcosa di grande. Il percorso è chiarito e spesso semplificato e indicato da progetti educativi globali. Spetta poi però ai singoli individui, gli educatori, piccoli attori di realtà scolastiche, dover iniziare il processo, agendo nella propria piccola comunità in maniera costante, senza ridurre il concetto di “sano e salutare” a sterili schede didattiche o sporadico rinvaso di piantine. La costanza, il reale interesse verso quello che si fa insieme ai bambini costituiranno frammenti, in tanti contesti diversi, all’apparenza tutti scollegati, che creeranno poi un puzzle unico, a testimonianza di un possibile sano stile di vita. Ecco che il ruolo della scuola, anche in mensa, diventa primario e di fondamentale importanza: che abbia le cucine al suo interno, che riceva il cibo da strutture ristorative dedicate da sensibilizzare nelle sedi opportune, deve sempre considerare lo studente commensale un viaggiatore goloso, un buongustaio senza preconcetti, curioso, desideroso sempre di scoprire, mai sazio di nuove esperienze. A scuola insomma si devono incrociare tutte quelle risorse che lo aiuteranno a rimanere in forma per tutta la vita!

Esiste un metodo educativo che aiuti a sensibilizzare
i bambini verso una buona alimentazione?

Sulla base dell’esperienza maturata in questi anni all’Albero Azzurro attraverso l’osservazione dei nostri piccoli commensali abbiamo pian piano creato ed affinato una strategia educativa che ci permette di ottenere buoni risultati a tavola.  E’ ovvio, si sa, i nostri bimbi i del nido e dell’infanzia non sanno leggere, nè scrivere. Quindi è d’obbligo applicare un metodo intuitivo, lontano dalla logica e da discorsi astratti: alla richiesta di un bisogno primario, quello di nutrirsi, a questa tenera età, possiamo rispondere predisponendo per la tavola quanto di più sano possa esistere nella forma più appetibile e fantasiosa possibile. Sì, perchè il metodo educativo passa proprio attraverso il palato. Materie prime di ottima qualità acquistate localmente, oppure la raccolta di un frutto nel giardino della scuola, la preparazione del piatto insieme a loro, il momento dell’assaggio sono tutte fasi dei un processo che contribuirà a far acquisire sin da piccoli corrette abitudini alimentari.

Come sensibilizzare ed educare le famiglie?

Sensibilizziamo le famiglie educando i piccoli! Loro sono il nostro tramite per indurre gli adulti ad abbandonare comportamenti errati e far si che a tempo opportuno diventino a loro volta consumatori consapevoli,  conoscitori del sistema alimentare e in grado di fare delle scelte corrette. Grazie ad un percorso alimentare stimolante e salutare, ridisegnato “su misura”, noi contribuiamo ogni giorno al benessere del bambino a tavola, nel suo contesto familiare, territoriale e culturale: un piatto ben cucinato, apprezzato dai piccoli, sarà raccontato alla mamma. E il nostro fornitore diverrà presto fornitore della famiglia: noi passiamo la ricetta, la mamma a casa crea il piatto preparato a scuola. Cosa mancherà? Il piacere di gustarlo con i suoi amici di scuola…  ma per il resto, il nostro obiettivo in molti casi è più che raggiunto!

Parlaci della realtà dell’Albero Azzurro…

Il Bistrot nella nostra scuola è un fiore all’occhiello: di anno in anno cresce, si rafforza, migliora e attrae sempre più buongustai nel nostro viaggio del gusto a tavola. Mette insieme genuinità, stagionalità, freschezza, fantasia, qualità, etica, intercultura e bontà, nel rispetto delle diversità e dello sviluppo sostenibile inteso secondo criteri ecologici, sociali ed economici. Come? Attraverso 10 punti:

: tutto il cibo è fornito dalla scuola. Nello zainetto del bambino come alimento è permessa solo l’acqua e in alcune sezioni neanche quella perchè esiste un punto comune di rifornimento. Questa procedura, unica via per poter fare davvero educazione alimentare e selezionare gli alimenti, è stata applicata qualche anno fa non senza paure da parte di genitori. Bilancio attuale? Positivissimo! Le nostre cuoche provvedono quindi a portare in tavola tutto ciò che serve a colazione, pranzo  e merenda.

: materie prime di assoluta qualità. Nel nostro menù vengono utilizzate materie prime selezionate provenienti da “fornitori locali”. Ove possibile, andiamo oltre al biologico, grazie alle coltivazioni naturali di  un’imprenditrice della Coldiretti Sicilia che ci guida nella “stagionalità” dei prodotti e grazie ai frutti “naturali” del nostro orto e giardino, ricco di piante di agrumi. Dai grani di Sicilia per pasta e farine, al pesce locale, passando per i frutteti siciliani cerchiamo di localizzare sempre più i nostri consumi, a garanzia di maggiore freschezza e genuinità.

: metodi di cottura corretti ed attenti a perdere la minore quantità di principi attivi possibile e a soddisfare il palato dei piccoli. Degli esempi? La panatura delle polpette sarà morbida per i nostri piccoli del nido ma croccante per l’infanzia. La zuppa di ceci proprio non si sopporta? Prepariamo le panelle, rigorosamente al forno. Sembrerà di mangiare chips! L’osservazione dei commensali giorno dopo giorno suggerisce quindi tutte le tecniche per poter avere successo a tavola!

:  fantasia nel piatto.  Un piatto ben raccontato desta curiosità. Quanto più una pietanza è considerata “a rischio” (per il suo prevalente colore verde o per il suo sapore) tanto più entusiasmante dovrà essere la sua presentazione a tavola, attraverso due vie: la creazione artistica del piatto (ne basta uno per ambiente) e il racconto inventato sul piatto. Ecco che la didattica entra nel bistro.

: il vicino a tavola. Ogni gruppo annovera il “buongustaio” e il “disinteressato”.  In genere, tendono a stare insieme per tipologia: sarà cosa produttiva far sedere accanto chi ha un approccio diverso con il cibo. Un bimbo di buon appetito può solo stimolare il suo vicino molto meno incline ad assaggiare: si potranno ottenere davvero risultati insperati.

: il rispetto dei tempi di accettazione di un alimento a prima vista non gradito. Non lasciarsi scoraggiare mai dal rifiuto iniziale ma proporre ogni qualvolta la situazione lo richiederà l’assaggio di quell’alimento. Prima o poi potrà arrivare il momento di accettazione e allora scatterà l’applauso di tutti i commensali. E quando un solo ingrediente può compromettere la degustazione del piatto? Separiamo tutti i suoi elementi. La pasta “multicolore e multisapore” ne è un valido esempio. A tavola arriverà la pasta bianca condita con olio e una serie di ciotoline con tanti condimenti possibili: mais, carote, piselli, tonno, formaggio a tocchetti e tanto altro. Non temete: raramente la pasta rimarrà bianca. Di fronte a tanti colori, il bimbo comporrà la sua pasta, il vicino gli proporrà di assaggiare qualcosa che risulta nuovo per lui e così in piena sintonia, senza alcuno stress, il pranzo si trasforma in un viaggio goloso.

: chiedere al bambino di contribuire alla preparazione del piatto. Attività quali sbucciare i legumi freschi, affettare verdure con attrezzi accattivanti o impastare renderanno i piatti in tavola certamente più appetitosi. “Creo e assaporo, insieme ai miei compagni.” Non è da sottovalutare poi che il contatto con i cibi farà apprendere come distinguere il vero appetito da una semplice voglia!

: coinvolgere il piccolo nel processo di crescita e di osservazione di ciò che arriverà in tavola attraverso il suo contributo nell’orto. E’ noto quanto il contatto con la terra entusiasmi i bambini. Approfittiamone! Che sia in terra piena, in cassetta, in vasche, in vaso o idroponico, coltivare una verdura, comprendendo quindi l’origine di ciò che sarà nel piatto, insegna al bambino varie cose: la stagionalità, l’attesa, il prendersi cura, la raccolta, l’utilizzo in cucina, la condivisione. Così nel nostro piccolo mondo noi sviluppiamo il senso del gusto e riusciamo a limitare al minimo le reazioni di rifiuto verso alcuni cibi in particolare.

: apparecchiare, sparecchiare, servire, lavare ed asciugare le stoviglie completa il nostro modo di fare “cucina”.  Apprendere e svolgere queste mansioni indirettamente facilita a casa la vita dei genitori ed accresce l’autostima del piccolo: proponiamo nel nostro bistrot l’ambiente “reale”. Niente plastica usa e getta ma piatti di porcellana, bicchieri di vetro e posate in acciaio.

10°: il menù, collegato a molteplici aspetti della vita didattica e quotidiana della nostra scuola, insegna ad aprirsi e a rispettare l’altro e l’ambiente. Ne sono testimonianza il mangiare “senza” (glutine, lattosio, uova… prepariamo piatti privi di questi ingredienti), “dove” (Cina, Africa… prepariamo i piatti tipici dei vari paesi), “a colori” (otteniamo coloranti naturali centrifugando le verdure), “come” (rispettiamo le regole di buon comportamento a tavola ripassando ogni giorno le tavole delle buone maniere appese al muro)!

E che dire delle possibilità di apprendimento di tante nozioni che il cibo rende possibile? Eccone qualche esempio: i nomi degli utensili e i verbi relativi per svolgere le attività stimolano il “linguaggio”; le dosi delle ricette facilitano l’apprendimento dell'”aritmetica”; il taglio delle verdure insegna la “geometria”; la sequenza delle varie fasi delle ricette induce alla “logica”; gli scarti delle verdure diventano poi strumenti di “educazione ambientale” grazie all’utilizzo della compostiera, invitata d’onore alla nostra tavola: lei ricave ogni giorno la sua porzione di alimenti “crudi” che magistralmente convertirà in fertilissimo humus per il nostro orto; il loro liquido di cottura invece (ovviamente non salato) serve, una volta raffreddato, a dare da bere alle nostre piante in giardino: sarà ricco di vitamine e contribuiremo all’idea di non “sprecare” l’acqua, in qualsiasi forma essa venga impiegata. Ma niente di tutto ciò può accadere senza un ingrediente fondamentale: il cuore!