Intervista a un’insegnante coraggiosa (2)

Senza categoria 3 luglio 2018

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I bambini partecipavano volentieri alle attività di Filosofiacoibambini®?

I bambini attendevano con ansia e gioia l’arrivo dell’esperto; erano più puntuali e precisi nelle attività che precedevano il laboratorio. 

I bambini si rendevano conto che i giochi che facevano in classe erano utili all’esperto e all’insegnante presente in classe per capire meglio il loro pensiero, oppure non si accorgevano di essere osservati?

Inizialmente i bambini si “divertivano” considerando il tutto un momento alternativo alle loro attività didattiche quotidiane. Dopo un paio di incontri hanno mostrato grande entusiasmo e soddisfazione quando per esempio si riusciva a trovare una “parola nuova”. Questo stimolava nel gruppo una sana competizione e anche i bambini più timidi pian piano riuscivano a instaurare una relazione dialogica con l’esperto.

Durante l’osservazione dell’attività di Filosofiacoibambini® è riuscita a individuare aspetti della sua classe che ancora non conosceva?

L’osservazione è risultata molto importante in quanto ho avuto la possibilità di confermare alcune caratteristiche del profilo personale e didattico dell’alunno ma, allo stesso tempo, ha avuto la possibilità di rilevare aspetti che fino a quel momento non erano emersi. Questo perché i bambini percependo il laboratorio come occasione di essere ascoltati senza giudizio, hanno espresso senza timore i loro pensieri, le loro considerazioni, le loro paure, angosce e a volte con rabbia hanno “condannato” alcuni giudizi o comportamenti dei “grandi” (soprattutto genitori).

Cosa l’ha colpita delle attività di Filosofiacoibambini®?

L’esperto con grande semplicità e con un atteggiamento di accoglienza e ascolto per ciascun bambino è riuscito a creare momenti di “vera magia”. Il fatto che i bambini non si sentissero giudicati per le loro esternazioni è stato la carta vincente.

Se Filosofiacoibambini® avesse più spazio all’interno della scuola potrebbe raggiungere alti obiettivi d’inclusione e integrazione, nonché contribuire a risolvere alcune situazioni apparentemente difficili o problematiche?

In qualità di insegnante ritengo che tali attività dovrebbero rientrare nell’ordinario didattico. Dopo due anni di esperienza penso che il pacchetto orario offerto è alquanto limitato per cui sarebbe auspicabile organizzare i laboratori con attività “manuali” e creative e tempi piu distesi. Gli alunni, infatti, si mostravano ancor più partecipi quando a conclusione dell’incontro era prevista, ad esempio, un’attività grafica. Ho notato che i “piccoli flosofi” nei loro disegni hanno messo fuori le proprie angosce, paure, ma soprattutto problematiche familiari molto difficili e alquanto delicate La stessa a volte si è ritrovata a “sentire” spiegazioni sconcertanti e ad avvertire in quel momento tutto il peso della responsabilità educativa di un insegnante. Penso che Filosofiacoibambini® rappresenti un validissimo supporto per il raggiungimento di obiettivi nell’inclusione e integrazione, se naturalmente condiviso da tutto il team-docenti che a volte però fa fatica a liberarsi da una impostazione didattica che punta alla quantità e non alla qualità delle competenze. Ritengo che prima di accompagnare un bambino al raggiungimento di una competenza, l’insegnante abbia il dovere di accompagnarlo a scoprire il proprio essere, la propria essenza, a prendere coscienza del “mio essere qui ed ora“ poi alle relazioni con gli altri e infine all’acquisizione di competenze.   

Perché le attività di Filosofiacoibambini® sono utili a un insegnante?

Renderebbe più efficace e coinvolgente l’apprendimento. L’alunno guidato e stimolato giungerebbe da solo all’acquisizione di un apprendimento linguistico, logico-matematico, scientifico, e ad elaborare considerazioni di “fede”, qualunque essa sia. Ovviamente l’insegnante deve prevedere dei tempi più distesi e selezionare attività e competenze che quel specifico gruppo-classe richiede partendo da una attenta analisi di partenza cercando di rilevare i punti di forza e di debolezza di ciascun alunnoe se necessario cambiare o rivedere il percorso didattico.

Le attività di Filosofiacoibambini® le torneranno utili per svolgere le sue quotidiane attività didattiche? 

Certamente sì! Per le motivazioni già espresse.

Ha qualche aneddoto che le piacerebbe raccontare in merito all’esperienza vissuta con Filosofiacoibambini®?

Ogni incontro ha lasciato un “segno” a volte simpatico, a volte intrigante. Alcuni bimbi hanno espresso con molta semplicità i loro malesseri, le loro situazioni familiari poco felici.

Felicità: quando? Una bimba: “sono stata felice quando un ragazzo ha detto le parolacce a mia sorella poi è arrivato mio fratello con un bastone” Euforia: quando? Una bimba timidamente risponde: “sono euforica quando gioco con il tablet a vestire la Barbie”

Intervista a un’insegnante coraggiosa
della Scuola Primaria “Papa Giovanni XXII” di Giovinazzo (BA).