Intervista a Monica Marchiani (Insegnante Scuola dell’Infanzia)

Senza categoria 25 marzo 2018

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Abbiamo fatto qualche domanda a Monica Marchiani, insegnante di una Scuola dell’Infanzia che abbiamo visitato parecchie volte nel corso di questi anni, nelle Marche. Stimiamo molto il suo lavoro, la sua perseveranza e il suo carattere forte e positivo. Che dire se non <<Grazie!>>.

I bambini partecipavano volentieri alle attività di Filosofiacoibambini?

Conduco laboratori da due anni in sezioni sia omogenee (3, 4, 5 anni) che eterogenee (4 e 5 anni). Non ho riscontrato alcuna difficoltà. Tutti i bambini partecipano con molto entusiasmo. La scorsa settimana un bambino mi ha chiesto:
<<Maestra quando facciamo filosofia?>>.

I bambini si rendevano conto che i giochi che facevano in classe erano utili all’esperto e all’insegnante presente in classe per capire meglio il loro pensiero, oppure non si accorgevano di essere osservati e vivevano l’attività nella maniera più serena?

Quando c’era l’esperto esterno i bambini sentivano la presenza di un adulto che veniva in classe per fare un’attività specifica. Altra cosa, invece, succede quest’anno dove i laboratori sono condotti da me che sono la maestra di una sezione omogenea di 3 anni.

Durante l’osservazione è riuscita a individuare aspetti della sua classe che non conosceva o che le erano sfuggiti, mentre l’esperto in Filosofiacoibambini conduceva l’attività?

Ciò che ho notato è stata la partecipazione ai giochi di bambini che spesso nelle attività strutturate di sezione tendevano a non parlare se non interpellati.

Quali sono state le caratteristiche principali che l’hanno colpita delle attività svolte da Filosofiacoibambini?

Sono un’insegnante montessoriana che prepara un ambiente educativo di apprendimento strutturato. Ciò che ho molto apprezzato e che mi ha positivamente colpito è stato il lavorare molto sull’immaginazione all’interno di un clima sereno e libero. Le regole sono minime e concordate fin dall’inizio, e i bambini sono liberi di intervenire. Nessuno sbaglia e tutti contribuiscono alla buona riuscita del laboratorio. Mi piace il metodo perché lavora per un arricchimento del linguaggio e per sviluppare l’immaginazione, aspetti fondamentali per il raggiungimento di obiettivi didattici. I bambini imparano a fare collegamenti tra le cose, le parole e gli eventi.

Pensa che se Filosofiacoibambini avesse più spazio all’interno della scuola potrebbe raggiungere alti obiettivi d’inclusione e integrazione, nonché contribuire a risolvere alcune situazioni apparentemente difficili o problematiche?

Credo che le attività che seguono il metodo Filosofiacoibambini dovrebbero essere condotte dagli stessi insegnanti di classe, formati e supportati, a partire dalla scuola dell’infanzia. Ogni settimana dovrebbero svolgersi laboratori in Filosofiacoibambini esattamente come vengono svolte tante altre attività in classe. La costruzione di un clima sereno è la condizione per poter raggiungere qualsiasi obiettivo e il metodo Filosofiacoibambini contribuisce a questo fine in modo importante. La scuola pubblica dovrebbe essere inclusiva e il clima sereno, in questo, fa la differenza. Un bambino che sente di poter partecipare alle attività senza penalità è un bambino più sereno.

Secondo lei perché le attività di Filosofiacoibambini potrebbero essere utili a un insegnante?

Molto, direi moltissimo, ma occorre la voglia di mettersi in gioco perché le attività sono di fatto una ricerca continua che non sai mai dove ti porta.

Pensa che le attività di Filosofiacoibambini potranno tornarle utili per svolgere le quotidiane attività didattiche? 

Sì. Ogni volta che propongo un’attività mi chiedo se è un’attività che stimola l’immaginazione. A volte modifico l’attività seguendo i suggerimenti che mi sono stati dati dagli esperti. Trovo sia importante che oltre ai laboratori si provi anche a cambiare lo sguardo sulla classe, sui bambini, che spesso trovano un ambiente fin troppo strutturato.

Ha qualche aneddoto che le piacerebbe raccontare in merito all’esperienza vissuta con Filosofiacoibambini?

Ricordo Christian, un bambino di 5 anni che quando chiesi una parola come mezzo di trasporto mi ha risposto: il cervello. Ovviamente ho chiesto il perché e lui con una espressione buffa mi ha detto: <<maestra, il cervello trasporta le idee!>>.

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