Cosa fai?

Senza categoria 24 ottobre 2015

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Vi siete mai chiesti quale effetto abbia sui vostri bambini passare
cinque anni della loro vita con un insegnante anziché con un altro?

Noi di filosofiacoibambini abbiamo abbiamo proposto un breve
racconto a circa un centinaio di insegnanti che dovevano
rispondere in una quindicina di secondi.
Il racconto era il seguente:

“Immagina di trascorrere la giornata in casa,
sapendo di avere un appuntamento in pizzeria la sera stessa.
Il tempo passa senza che tu metta mai il naso fuori di casa finché,
giunta l’ora, ti avvicini alla porta e aprendola scopri che
fuori ha nevicato tantissimo.
Cosa fai?”

Il 90% degli insegnanti intervistati risponde con frasi del tipo:
“E adesso?”; “Oddìo!”; “Rientro”; “Che fare?”; “Niente”; “Peccato”

L’8% con frasi quali:
“Se non fossi stato in casa tutto il giorno!”;
“Se avessi guardato fuori prima!”; “Se non avessi l’appuntamento!”

Solo il 2% risponde così:
“Telefono alla pizzeria e mi faccio portare le pizze a casa”;
“Chiamo gli amici e gli dico di vedersi da un’altra parte”;
“Mi metto una giacca in più ed esco”

I commenti a dopo.


Lo stesso racconto l’abbiamo proposto a bambini di 5/6 anni.
Le percentuali, come immaginavamo, si sono rivelate diverse.

Il 95% dei bambini risponde con frasi quali:
“Scavo un tunnel nella neve e vado in pizzeria!”
“Salgo al primo piano, mi butto dal terrazzo e arrivo in pizzeria!”
“Attacco una slitta al cane!”; “Prendo gli sci!”; “Sciolgo la neve col fuoco!”

Il 3% si rammarica:
“Potevo guardare fuori!”; “Se me ne accorgevo prima!”

Solo il 2% non sa che fare:
“Boh!”; “Sto a casa”


Fin qui tutto bene, verrebbe da dire.

Ma che succede quando una classe di bambini
con queste percentuali, incontra un insegnante
con le percentuali riportate sopra?

Al termine dei cinque anni di scuola,
credete che l’insegnante avrà adeguato le sue percentuali 
a quelle dei piccoli, o che sarà invece avvenuto il contrario?

Purtroppo all’interno della classe, il condizionamento viaggia,
nella maggior parte dei casi, in una sola direzione: dall’insegnante
ai bambini. Dopo cinque anni, insomma, i piccoli saranno cambiati.

Peccato.
Peccato per la loro naturale inclinazione al futuro,
per l’amore della scoperta, del nuovo, del mistero, dell’avventura.
Peccato per l’ottimismo, l’autostima, la capacità decisionale,
per l’indifferenza all’errore, la forza, l’immaginazione,
la capacità di risolvere problemi, di creare
collegamenti, di non porsi limiti.

Peccato soprattutto per le ricadute di quelle nuove percentuali.
Ricadute che vanno ben aldilà di non potersi mangiare una pizza
se fuori c’è un manto di neve. “Ho litigato con quella persona,
che faccio?”; “ho perso il lavoro, e ora?”; “vado a
vivere in Australia”; “ho un problema”,
e così via…


Criticare, è produttivo. Ma ancor più produttivo è farsi venire
delle idee per migliorare le cose, dopo averle criticate.

Così, noi di filosofiacoibambini abbiamo messo a punto un metodo completo 
che consente attraverso la ricerca svolta a scuola all’interno della classe
e
 la formazione rivolta a insegnanti e genitori, di capire come,
quando e dove intervenire
affinché ogni incontro 

educativo accresca il potenziale dei bambini
senza indebolirlo.

(informazioni al sito ufficiale: www.filosofiacoibambini.net)