Ho perso le parole!

Senza categoria 7 settembre 2015

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<<Com’è andata a scuola? Bene… Cos’avete fatto oggi? Niente…
E Federico? Era a scuola? Sì… Avete giocato? Sì…
A cosa? Mah… niente… E tu, come ti senti?

Bene…>>

Per chi non se ne fosse accorto, è in corso un’infelice decrescita verbale.
I libri contengono quasi tutti le stesse parole, i film lo stesso,
i cartoni pure. A scuola si parla come a casa.
In cortile si chiacchiera come in tv.

“Bene” vuol dire tutto. “Felice” non vuol dir più niente.
“Triste” lo si usa dappertutto, come “sempre” e “mai”.
“Normale”, “naturale”, “così così”, e potrei continuare.

Il vocabolario si assottiglia sempre più.
Le sfumature si perdono. Restano gli stacchi di colore.
Bianco, Nero, Rosso / Triste, Felice / Bene, Male / Amore, Odio.

Tra i 2 e i 4 mesi di vita, come ci ricorda Piaget, il bambino vede ancora
l’oggetto come un prolungamento dell’azione e non come qualcosa
di esistente in sé. Se desidera che la madre ritorni,
guarda nella direzione in cui è sparita.

A 18 mesi l’oggetto acquista una sua sostanzialità.
Il bambino lo può descrivere, esplorare,
anche quando non è presente,
anche quando non sta
succedendo niente.

E allora come si spiega la decrescita successiva? Come si spiega
la difficoltà nel girare attorno a un concetto, passare sopra
a una parola o sotto a un aggettivo? Schivare un verbo
o lanciarsi a capofitto dentro una domanda?

Desertificazione sonora.
Predominio del visivo, della scrittura sull’oralità.
Si parla sempre meno. Si scrive di più, ma
in realtà, di meno.

Se un tempo il dominio fu di coloro che grazie alla scrittura
si garantirono l’accesso ai mezzi di comunicazione, già oggi sono quelli
che parlano ad avere la meglio. Ma il discorso argomentato ha bisogno
di essere nutrito, come chi vuol crescere ha bisogno di mangiare.

I fonemi, i morfemi, le parole.
Le parole sono importanti, diceva qualcuno.
Non per accordarsi su un significato, per capirsi
in vista di un ordine o un comando, no.
Per gioco, per esplorare.
Per vedere.

(informazioni al sito ufficiale: www.filosofiacoibambini.net)