Lettera a uno studente di filosofia

Senza categoria 20 agosto 2015

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Fuori il vento soffia forte,
mentre ti penso intento nei tuoi studi.
La sigaretta, il caffè, l’esame sulla Critica della Ragion Pura.

Non ci conosciamo, è vero,
ma assieme abbiamo vissuto molte cose.

A entrambi è capitato di sedere a tavola con persone che
non capivano come mai avessimo scelto una materia
che a sentir loro non serve a nulla, se non
a mandare nei matti la gente normale.

A entrambi è successo di perderci in pensieri
meravigliosi, in universi paradisiaci che poco o nulla avevano
a che fare con la realtà e di pensare che nessuno all’università
ci aveva mai insegnato come fare, che a noi quei pensieri
venivano da soli, punto e basta.

Ti scrivo per invitarti a viaggiare, a credere, a esplorare, a fare,
creare, organizzare, comunicare. Ti scrivo per dirti che hai avuto
un grande coraggio a fare la facoltà che hai fatto e che ora che
sei arrivato in fondo non devi assolutamente mollare.
Non devi perdere la spinta iniziale.

Non devi mettere a tacere i pensieri che ti hanno spinto
a cominciare, quando al Liceo passavi interi pomeriggi
a immaginare come sarebbe stato inventarsi
un sistema che spiegasse tutto,
una volta per tutte,
come quelli di cui ti parlava la tua Professoressa.

Non devi lasciare che ti convincano che con la filosofia si può
solo finire a insegnare al Liceo, perché insegnare è difficile e non
ci si può improvvisare, bisogna sentirselo dentro e non è per tutti.

Filosofia, lo sai bene, è modellare pensieri che nessuno pensa,
guardando cose che sono sotto gli occhi di tutti. Perciò non farti
distrarre, né ingabbiare, da alcuno che voglia, dopo la tua laurea,
continuare a prendersi il tuo tempo e i tuoi soldi offrendoti
una conoscenza che a suo dire non avresti.

Hai già tutto, compreso coraggio e onore.

Ora parla più che puoi, studia e a fai esperienza, crea, sperimenta,
polemizza, arrabbiati, calmati e riposati se necessario. Il pensiero è tuo
e nessuno ha il diritto di guadagnare insegnandoti la maniera giusta
di usarlo. Nuota controcorrente. Contro i sistemi che cercano
di assorbirti. Non legarti, perché ogni legame è per principio
un impedimento, grande o piccolo che sia.

Non aver paura d’inventare, di usare questa parola.
Abbi rispetto per la storia, ma non vivere schiacciato sotto di essa.
Abbi rispetto per gli Autori, ma non farti schiacciare da chi
pretende di parlare a nome di questi.
Ricorda: devi rispetto ai primi,
ma verso questi ultimi non sei obbligato.

I tuoi pensieri siano sempre un gioco. Un gioco dal quale ci si può
staccare per poi ricominciare. Un gioco nel quale è consentito
arrabbiarsi con gli altri giocatori, far pace, scarabocchiare,
ridere ed esser seri. Un gioco in cui ci sono tutti,
gli Antichi e i Moderni, i vivi e i morti.

Un gioco, la vita, in cui i cani sciolti da sempre dimostrano che,
con poco, si arriva molto lontano (a dispetto di quanto
si dice, a dispetto di quanto mi dissero.)

(informazioni al sito ufficiale: www.filosofiacoibambini.net)