Fare finta di… (Parte 1)

Senza categoria 20 agosto 2015

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Sull’importanza del gioco simbolico (il tipico «fare finta di» dei bambini) 
non si scriverà mai abbastanza. É al centro della nostra attività
di ricerca filosofica nel campo dell’educazione.

Nonostante sia spesso considerato un’attività solitaria,
per lo più svolta dal bambino nel chiuso della sua cameretta, questo gioco
ha un’origine prettamente sociale, quale rappresentazione offerta
a beneficio di altri (spettatori o partecipanti al gioco).

I bambini assumono con loro stessi, con i compagni e con gli astanti, 
l’impegno a trattare la finzione il più realmente possibile! 

Perché?
Semplice: perché altrimenti non sarebbe divertente!
Sarebbe come andare al cinema pensando di continuo che tutto
quello che si sta guardando è finto, o come leggere un libro senza dimenticare
mai che tutto quello che c’è scritto è una pura invenzione dell’Autore:
non sarebbe divertente…

In altre parole, se il bambino dice che la scopa è un cavallo occorrerà
attenersi a quella regola per far funzionare le cose.
Si dovrà trattare la scopa da cavallo, punto.

È a quel punto che si crea una funzione di status.
Funzione che, per chi conosce il gioco, lega l’elemento “scopa”
all’elemento “cavallo”, senza possibilità d’errore o confusione!

Funzioni come quella, create sul piano dell’immaginazione nel momento del gioco,
non sono altro che le antecedenti temporali di funzioni che ben conosciamo
e che abbiamo iniziato a giocare da adulti… e giochiamo tutt’ora!

Ad esempio, c’è un gioco… (non so se lo conoscete) che lega dei pezzi di carta colorata a una regola.  La regola è che se io ti do un pezzo di carta tu devi
darmi delle arance, che sono molto più utili e buone della carta!
Questo pezzo di carta si chiama denaro.

Occorre ricordare che queste funzioni di status basate sull’immaginazione
sono anche fortemente normative, tanto che se qualcuno non rispetta le regole del gioco (per quanto, appunto, di gioco si tratti) le persone, di solito, non la prendono bene! I bambini si arrabbiano e si oppongono con tutte le loro
forze, gli adulti possono fare di peggio… (guerre, addirittura!).

Giocare di finzione, quindi, prepara il bambino
ai giochi della società degli adulti, rendendoli persone
più capaci di adattarsi e di cavarsela nel mondo… Più giocano,
più saranno motivati e abili nella società che li attende (in questa società).

Questo non significa che i giochi degli adulti siano buoni e giusti
e che saperci giocare sia un bene assoluto. Ma qui non esprimiamo giudizi
di merito, ciascuno può farlo da sé.

Certo è che la finzione caratterizza la vita dell’uomo
tanto quanto la realtà (se non di più, a volte)
e il gioco è quanto di più serio
impegni l’uomo!

(informazioni al sito ufficiale: www.filosofiacoibambini.net)