Quello! Quello!… Anzi, no!

Senza categoria 17 agosto 2015

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A volte entri in un negozio e ti capita di assistere alla scena seguente:
c’è una mamma, o un papà, con un bambino sui cinque, sei o sette anni
intento a scegliere qualcosa. I genitori mettono fretta al piccolo: 
«dai, sbrigati però… questo o quello? Dai, forza… deciditi!».
E non aggiungo altro, perché sapete bene di cosa parlo.

I problemi sono diversi e non li analizzerò tutti oggi.
Anzitutto, l’etimologia: (1) scegliere deriva dal latino ex-eligere,
che unisce alla particella di separazione il verbo eleggere, con senso di
separare, eleggere, scegliere, la parte migliore di una cosa dalla peggiore.

Scegliere la parte migliore di una cosa dalla peggiore?!

(a) è possibile?
(b) se sì, come si fa?

Se non è possibile, allora non vedo motivi per mettere fretta al piccolo…
se è possibile, beh, vorrei sapere anch’io, come il bimbo, come…
come si fa a scegliere? E in fretta, come sbraitano loro?

Si sceglie in base al proprio istinto? All’emozione del momento?
«Cioccolato e Fiordilatte!», così, senza pensare!
Salvo poi pentirsi di non aver provato altro…

Oppure si ragiona, si pensa, si assapora, si costruiscono mondi:
«Se prendo quei gusti… invece, se prendo questi…».

Ci vuole tempo per pensare.
E se non pensiamo, come impiegheremo il nostro tempo?

Si educa ovunque:
gelateria, pizzeria, biblioteca, mare, montagna…
E ovunque si educa allo stesso modo,
alla calma del pensiero!

Quando a certi genitori prende fretta,
dovrebbero ricordarsi di cosa accadde a Epimenide di Creta,
uno dei sette sapienti, di cui si dice che da bambino, fu mandato
dal padre in campagna a cercare una pecora che si era smarrita.

Il piccolo si addormentò in una grotta e dormì per cinquantasette anni!
Ma la cosa divertente è che quando si svegliò
si rimise a cercare la pecora!
E non la trovò!

(informazioni al sito ufficiale: www.filosofiacoibambini.net)